Terre Borboniche Vini


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I Vitigni

I Vitigni
I vitigni che concorrono in misura diversa per la produzione del Cirò nelle sue diverse tipologie, sono il gaglioppo, il greco bianco e trebbiano toscano. Vediamo in dettaglio le caratteristiche di ognuno di questi vitigni.


Gaglioppo
Conosciuto anche come magliocco o mantonico nero, se ne nota la presenza anche in altre regioni italiane quali l'Abruzzo, la Campania, l'Umbria e le Marche. In Calabria è pesantemente utilizzato anche per la produzione di vini diversi dal Cirò e sparsi in tutta la regione. La particolarità del terreno calabrese, siccitoso e aspro, fornisce il microclima che più è idoneo per questo vitigno, fra l'altro molto resistente e caratterizzato da una maturazione abbastanza precoce. E' un vitigno a bacca rossa e il vino che se ne ricava presenta una forte gradazione alcolica (supera spesso i 14 gradi) con un notevole corpo. Il colore del vino ottenuto è rosso rubino intenso con profumi vinosi, quando il vino è giovane, che col tempo si evolvono in un ricco bouquet. Con queste caratteristiche possiamo dire che il vino ottenuto da uve gaglioppo si presta bene all'invecchiamento anche di sei-otto anni.

Greco bianco
Furono probabilmente i Pelagi ad importare questo vitigno dalla Tessaglia, in Grecia, e lo diffusero nelle zone del sud d'Italia di loro influenza. Sono numerosi i vini che sono generati da questo vitigno e sono tutti vini che hanno una notevole storia alle spalle. Fra tutti ricordiamo il Greco di Tufo, nell'avellinese, l'Erbaluce, prodotto in provincia di Novara e il Lacryma Christi prodotto alle pendici del Vesuvio. Leggenda vuole che il "Greco di Bianco" noto anche come "Greco di Gerace", il più prestigioso e famoso vino attualmente ricavato da uve greco, abbia fornito il vigore necessario ai soldati locresi per sconfiggere l'esercito di Crotone, 10 volte superiore, nella battaglia sul fiume Sagra combattuta nel 560 a.C. Sicuramente questo è il vino di cui si ha più antica testimonianza. Il vino ottenuto da uve greco ha colore giallo paglierino più o meno intenso con tendenza al dorato e riflessi ambrati, di profumo caratteristico di frutta secca, sapore morbido e armonico, da bere giovane e comunque possibilmente entro i due anni.

Trebbiano toscano
Il trebbiano toscano partecipa in misura molto ridotta alla produzione di Cirò. E' un vitigno, comunque, fra i più diffusi in Italia, presente nella composizione di moltissimo vini doc, sia bianchi che rossi. La sua adattabilità alle diverse tipologie di terreno e condizioni climatiche; la sua notevole produttività e le caratteristiche del vino che se ne deriva, cioè sufficientemente neutro da poter essere utilizzato in unione con altri vini di più forte personalità, sono i fattori pricipali che determinano la sua vasta diffusione.

Il Gaglioppo, detto anche "Magliocco" o "Mantonico nero", è il vitigno che la fa da padrone nella produzione del Cirò rosso, anche se raramente vengono utilizzate le uve trebbiano toscano e greco che in vigna non devono superare il 5% del totale, e questa composizione molto simile a quella utilizzata per il Cremissa autorizza a pensare che realmente il Cirò è il discendente in linea retta del Cremissa, così amato dai popoli della Magna Grecia.

Mantenendo le stesse percentuali di uve diverse, anche se probabilmente sarebbe più giusto considerare il Cirò un monovitigno piuttosto che un uvaggio viste le bassissime percentuali di uve diverse dal galioppo, lo stesso può assumere la tipologia "Rosato" quando viene vinificato con una tecnica definita "parzialmente in bianco", mentre assume la tipologia "Rosso" quando viene vinificato "in rosso". Per quanto riguarda la tipologia "Bianco", questa viene ottenuta da uve Greco bianco con eventuali aggiunte di Trebbiano toscano fino ad un massimo del 10%.

Il Cirò si può definire "Classico" solo quando le uve provengono dalle vigne situate nei comuni di Cirò e Cirò Marina, mentre la produzione del vino a Doc comprende anche i territori dei comuni di Melissa e Crucoli. Con un periodo di invecchiamento di 3 anni ed una gradazione minima del 13,5%, il rosso può portare la qualifica di "Riserva".


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